"LA GRANDE STORIA"
La grande delusione per la finale CSI persa ai calci di rigore contro il Mezzago fece sentire i suoi effetti anche nell’annata successiva. La stagione fu abbastanza anonima e non tanto per il secondo posto che riuscimmo a conquistare quanto perché con appena 6 squadre non si ritenne opportuno organizzare le semifinali e le finali. Era chiaro che quello storico torneo non aveva più nulla da dire. Mezzago, Bellusco, Bornago e Agrate, le squadre che per molti anni si affrontarono e si sfidarono a viso aperto, si erano rassegnate all’idea di partecipare ad altre competizioni.
Chi si dedicò al calcio a 7, qualcuno provo l’avventura della FGC, altri ancora decisero di iscriversi a tornei amatoriali mai prima esplorati. Il vecchio CSI ormai era scomparso.
Ci fu un anno di transizione in cui ai vecchi, che avevano ancora voglia di dare tanto alla squadra, si aggiunsero promettenti giovani. Avevamo bisogno di tempo per formare un nuovo gruppo così si decise di restare “fermi” per un anno. Continuammo ad allenarci e organizzammo delle amichevoli con risultati alterni. Dopo un inizio disastroso, la prima fu persa 6-0, seguì, in primavera, la rivincita e con la stessa squadra il risultato questa volta fu di 1-1.
L’estate oramai era alle porte e sapevamo che presto si sarebbe posto un quesito vitale per la squadra dell’Oratorio. Restare fermi un altro anno oppure provare una nuova avventura. Durante le vacanze i vecchi della squadra Damiano, Michele, Cristian, Ilario, Lanzo, il Checco e Daniele si incontrarono più volte per decidere il futuro. Durante il periodo estivo molti ragazzi ci espressero il desiderio di tornare a giocare e di sfidare nuove compagini.
Sapevamo che l’inattività per un altro anno avrebbe comportato il rischio di scioglimento della squadra. I ragazzi più giovani che avevamo coinvolto nel gruppo sarebbero andati a giocare da altre parti.
Ma che fare? il vecchio CSI non c’era più. Non avevamo le maglie, non c’erano i soldi e non sapevamo minimamente quali fossero le alternative praticabili.
In quei giorni incontrammo anche il nuovo prete dell’Oratorio – Don Giuseppe – al quale furono espresse le nostre preoccupazioni. Il suo sostegno non solo morale e le sue parole di fiducia ci convinsero che avevamo la grande occasione di rilanciare la squadra di calcio dell’Oratorio. L’apporto di Don Giuseppe non mancò mai e si fece sempre sentire nei momenti di difficoltà.
Uno degli artefici della grande rinascita.
Dopo l’estate gli incontri si intensificarono. Individuammo tre possibili alternative al vecchio CSI: l’ACLI, l’ARCI e il CSI del Comitato di Milano. Puntammo sull’ACLI perché costava meno e perché, pur consigliandola, non imponeva l’obbligatorietà della visita medica agonistica (oggi da noi richiesta a tutti i tesserati a tutela della loro salute).
Ci servivano dei soldi perché il torneo costava molto di più rispetto al passato.
Pubblicammo degli articoli sui giornali locali, avviammo dei contatti con il Comune per ottenere dei contributi. Nel frattempo dovevamo garantirci un numero minimo di giocatori.
Essenziale fu il passa parola per pubblicizzare quello che stava accadendo, ovvero la nascita della nuova squadra di calcio dell’Oratorio. All’appello risposero in molti, la nuova squadra stava pian piano movendo i primi passi.
Tutto oramai era pronto. Formalizzata l’iscrizione della squadra e il tesseramento dei singoli calciatori. Ci trovammo di fronte mille carte e documenti da redigere ma non ci perdemmo mai d’animo. Ci mancava la maglia! Con i pochi soldi che avevamo e con la promessa che il Don ci avrebbe dato una mano fu acquistata la nuova divisa con i tradizionali colori di Concorezzo: il rosso e il bianco. Era stupenda!
Il torneo avrebbe preso il via il 1° di ottobre 2003, fuori casa, in uno dei centri sportivi storici di Milano “Forza & Coraggio”. Di sicuro un buon auspicio!
In quel di Forza & Coraggio, in un clima stranamente torrido, spuntammo un prezioso pareggio 1-1. Il risultato ottenuto ci illuse che l’inizio della nuova avvenuta sarebbe stato più agevole del previsto.
Così non fu e nelle successive tre partite raccogliemmo soltanto un punto.
Ben presto ci saremmo accorti che tutte le trasferte le avremmo giocate nei dintorni di Milano. La cosa non ci dispiaceva perché era un modo per trascorrere più tempo insieme e per cimentare il gruppo. Inoltre, avremmo incontrato squadre di cui tutti i componenti sarebbero stati sudamericani. Dalla più forte alla più debole avremmo imparato un nuovo modo di giocare al calcio affrontando avversari che avrebbero messo in campo la voglia di dimostrare qualcosa e di imporre una cultura così diversa dalla nostra.
La storica prima vittoria era oramai nell’aria.
Alla 5^ di andata contro El Salvador dopo essere passati in svantaggio riuscimmo nell’impresa di ribaltare il risultato nei minuti finali, con una magnifica doppietta di Marco Spreafico, una delle giovani promesse, che tra l’altro aveva siglato lo storico primo goal della prima giornata di Campionato. A fine partita la soddisfazione fu grandissima.
Di quel Campionato rimarrà nella storia la vittoria 1-0 in casa dei Red Black United. Il nome faceva quasi paura, il rullino di marcia fino alla gara disputata contro di loro parlava chiaro: 8 partite giocate, 8 vittorie, miglior attacco e migliore difesa.
Quel sabato rimarrà nella memoria di molti di noi per tanti anni. Le premesse non furono delle migliori perché sbagliammo pure la strada per arrivare al campo di calcio. In tre anni non successe mai più.
Arrivammo appena in tempo. Non ci fu modo di effettuare il riscaldamento e fra i commenti compiaciuti e ironici degli avversari entrammo in campo.
Fu una partita memorabile e una lezione di umiltà agli avversari, unica e irripetibile.
Non ci fu il migliore in campo ma 11 – 14 ragazzi che diedero tutto. Di sicuro le grandi prodezze del portiere Lanzo e il goal del solito Spreafico furono la ciliegina sulla torta. Per la cronaca i Red Back incassarono solo un’altra sconfitta dopo la nostra e vinsero il Campionato.
Quel torneo sarà ricordato, in particolare, per altre due partite. L’ultima dell’andata in gennaio al freddo e al gelo disputata contro Santa Rosa De Lima. Una squadra sudamericana forte e solida in tutti i reparti, quasi imbattibile, un piacere vederla giocare. Il risultato fu una perentoria sconfitta per 6-0 pur avendo giocato una delle nostre migliori gare di quell’anno. Una squadra, quella sudamericana, che avrebbe tranquillamente potuto giocare alla pari con la Concorezzese che, all’epoca, giocava in Promozione. Nel ritorno in casa loro ci fu una sconfitta di misura 2-1 che diede la misura dei miglioramenti che avevamo fin li raggiunto.
Alla fine l’11 posto su 15 squadre fu un buon risultato sportivo da noi accolto con grande soddisfazione. Arrivò anche la vittoria della Coppa disciplina. Un giusto riconoscimento alla nostra lealtà e correttezza, una grande soddisfazione per il nostro Oratorio e il giusto premio per Don Giuseppe.
Il grande risultato fu raggiunto però a livello organizzativo. Per la prima volta la squadra di calcio dell’Oratorio diventava una vera e propria Associazione sportiva con tanto di Statuto e di Atto Costitutivo. Si costituì un Consiglio Direttivo che avrebbe deliberato e preso le decisioni più importati nell’interesse dell’Associazione. Da un punto di vista economico riuscimmo a coprire tutti i costi sostenuti grazie al contributo di un sponsor: la Toshiba, nella persona di Sergio Brambilla. Il suo impegno e la sua passione per il calcio e per la nostra squadra furono un gesto che non finiremo mai di apprezzare e ringraziare.
Alla fine del 2003 arrivò anche un contributo dal Comune che utilizzammo per coprire i costi di manutenzione straordinaria dell’impianto luci del campo.
La seconda e la terza stagione nel Campionato ACLI furono disputate con alti e bassi, ci piazzammo rispettivamente 6 su 12 e 7 su 14. In questi due anni la squadra ottenne costanti, se pur lenti, miglioramenti che le consentirono di affrontare alla pari qualsiasi avversario e di ottenere qualsiasi risultato sia con le squadre sudamericane che con quelle italiane.
L’unico rammarico resterà quello della stagione 2004. Ad un certo punto del Campionato eravamo secondi a 4 lunghezze dal duo di testa e, alla seconda di ritorno, solo 30 secondi ci separavano dalla vittoria nei confronti di una delle due capoliste. Purtroppo quei trenta secondi ci furono fatali e subimmo il pareggio. La partita finì 2-2. Fu un duro colpo da smaltire psicologicamente nel proseguo della stagione.
Questo ci fece capire quanto ancora fossimo troppo giovani, inesperti e con poca malizia.
Tuttavia, era la dimostrazione che stavamo percorrendo la strada giusta.
In questi tre anni abbiamo ottenuto dei risultati sportivi di tutto rispetto. Il nostro Campionato non è mai stato anonimo e ciò che conta abbiamo lasciato sempre il segno sui i campi in cui siamo andati a giocare.
La nostra terza stagione sarà ricordata anche per la nascita del sito, un potente strumento di comunicazione e diffusione delle informazioni, e il censimento dell’Associazione, con tanto di codice fiscale, presso il Registro del Coni.
In tre anni il gruppo si è consolidato. E’ costituito di persone corrette, responsabili, leali sempre disponibili ad aiutarsi l’uno con l’altro. Una solida base per il futuro.
Ricordatevi che quanto siamo stati capaci di fare in questi tre anni è il frutto della volontà, della determinazione e dello spirito di sacrificio. Non ci siamo mai arresi di fronte alle difficoltà e agli ostacoli. Le sconfitte sono e devono essere di sprono per ottenere delle vittorie, questo nello sport come nella vita. L’importante non è partecipare ma è credere in quello che facciamo e dare sempre il massimo per la squadra, fuori e in campo.
Un ringraziamento particolare a:
Damiano Brambilla (Il Presidente!)
Michele Capra (un esempio per tutti!)
Francesco Corno e Luca Lanzolla (le colonne portanti del passato e la guida per il futuro);
Ilario Radaelli (sempre presente fuori e in campo);
Daniele Carzaniga (la classe e l’esperienza);
Dattola (se non ci fossi tu …..);
Lorenzo Citterico (l’anima e l’occhio vigile sulla squadra);
Mauro Capitanio (l’appoggio politico);
Maurizio Ranzenigo (il web amministrator);
Sergio Brambilla (la provvidenza);
Don Giuseppe (la nostra guida spirituale).
15\12\2006
Cristian Bonfanti